Cannaregio 4008
Santa Sofia
Anita, Franca e le altre
Mappe di Venezia
 
El Tiempo Venezia / Tessera
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Memorie di Cannaregio
Ci sono memorie di Cannaregio che fanno parte della storia di Venezia, dell'Italia e del mondo.
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Il Giorno della Memoria
Il Ghetto di Venezia, al centro di Cannaregio, nel 1938, anno di promulgazione delle leggi razziali fasciste, vide gli ebrei privati dei diritti civili e l'inizio delle persecuzioni nazi-fasciste che portò alla deportazione di 246 ebrei veneziani: di questi solo 8 fecero ritorno dai campi di sterminio.
Gli arresti e le deportazioni avvennero soprattutto tra i primi giorni di dicembre del 1943 (la razzia del 5 dicembre) e l’estate del 1944, ma proseguirono fino ai primi mesi del 1945.
Alcuni ebrei riuscirono clandestinamente a rifugiarsi in Svizzera, a raggiungere località del sud d’Italia o a trovar scampo in case di campagna; altri vennero rastrellati dai militi della Repubblica Sociale Italiana, trattenuti in luoghi di raccolta (il carcere di Santa Maria Maggiore, la Giudecca, il Liceo “M. Foscarini”) e inviati poi a Fossoli, fino al luglio 1944, e, in seguito, a Bolzano e alla Risiera di San Sabba a Trieste.
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L'eccidio di Cannaregio
e la Liberazione dal nazifascismo

L'eccidio di Cannaregio del luglio '44 è il primo di una lunga scia di sangue.
A seguito dell'uccisione del maresciallo fascista Asara alle 14 circa del 6 luglio, scattò la rappresaglia, secondo il modello nazista: 10 ad 1.
Il prefetto Cosmin diede ordine di assassinare nel sestiere di Cannaregio 10 antifascisti (cattolici, comunisti, liberali, agnostici). 
Si formarono così 10 squadre, ciascuna di tre sgherri in borghese. Questi suonarono altrettanti campanelli nel cuore della notte tra il 7 e l'8 luglio, tra San Leonardo e San Canciano. Quattro non aprirono e per loro fu la salvezza, mentre per Ubaldo Belli, Luigi Borgato, Bruno Crovato, Piero Favretti, Augusto Picutti e Giuseppe Tramontin la sorte fu segnata da un colpo di pistola.
Tramontin, sebbene gravemente ferito alla testa, riusci miracolosamente a sopravvivere, grazie anche ad una straordinaria rete di solidarietà che comprese medici ed infermieri dell'Ospedale Civile.
La memoria della Liberazione è parte dello spirito del Circolo Franca Trentin Baratto che ogni anno rinnova l'appuntamento.

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Franca Trentin Baratto
Ricordare Franca Trentin Baratto, il suo percorso culturale e politico, è un'altra delle memorie a cui non rinunciamo. La sua vita "plurale" è alla base di tutte le nostre iniziative.
Franca Trentin Baratto, viveva a pochi metri da questa sede che ha frequentato costantemente nella sua lunga militanza politica nella sinistra di Venezia.
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Anita Mezzalira
La memoria di Anita Mezzalira, tabacchina, sindacalista, prima donna al consiglio comunale di Venezia a cui è dedicato il circolo del PD che ci ospita è parte della nostra memoria.
     
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Memorie 2012 - 2013

 
 
   
www. rioba.it - Circolo ARCI Franca Trentin Baratto, Cannaregio 4008 (Santa Sofia) - 30121 Venezia